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La Visita Pastorale dell'arcivescovo Bruno Forte (14) |
La conclusione zonale a Santa Maria Maggiore
Nell'oratorio della parrocchia di Santa Maria Maggiore giovedì 16 giugno, intorno alle 17.30, si sono incontrati con l'arcivescovo Forte i sacerdoti della zona pastorale di Francavilla al Mare.
A fare gli onori di casa il parroco don Rocco D'Orazio, con lui il vicario zonale e parroco di Ripa Teatina don Gennaro Di Battista e gli altri sacerdoti della foranìa. Erano presenti anche i parroci emeriti che hanno svolto il ruolo di con-visitatori, don Giuseppe De Gregorio e don Alfonso Ciaramellano.
Un incontro molto interessante che ha dato vita ad un dibattito coinvolgente. Dopo la lettura del decreto zonale finale da parte del presule, i sacerdoti presenti hanno condiviso alcune riflessioni circa la necessità di coordinare le attività e la prassi pastorale, i contenuti e le forme della missione per la nuova evangelizzazione. Padre Bruno ha suggerito di ampliare e curare particolarmente la pastorale familiare e giovanile. Inoltre ha tenuto a sottolineare l'importanza del Consiglio pastorale zonale e come questo organismo debba funzionare nel modo migliore possibile.
La celebrazione liturgica si è tenuta, subito dopo l'incontro, nella monumentale chiesa di Santa Maria Maggiore. Un gioco di luci introduce il presule e i numerosi fedeli al centro della navata, un'atmosfera soave accompagna lo sguardo dei presenti verso l'alto, per un incontro speciale con la Madre del Cristo. Le diverse opere scultoree, come la celebre Madonna in trono con il Bambino, in ceramica policroma, presente sulla facciata, sono state realizzate dalle mani dell'artista pescarese Pietro Cascella. Un concerto di forme verticali e orizzontali, invita armoniosamente gli operai evangelici alla solennizzazione del mistero cristiano. In questo tempio cristiano contemporaneo, Padre Bruno ha salutato con grande gioia il Popolo di Dio. Dopo la Lettura del Vangelo, l'arcivescovo Forte meditando sulle parole di San Paolo - Seconda Lettera ai Corinzi - ha estrapolato l'essenziale messaggio che Dio dedica ai suoi figli e con parole profonde si è rivolto all'assemblea: «Cristo è colui che dobbiamo annunciare a tempo e fuori tempo, innamorarcene e farne una ragione di vita. L'incontro con il figlio di Dio dobbiamo testimoniarlo con gioia e splendore, non conservarlo egoisticamente dentro di noi. Chi l'ha incontrato veramente sente l'urgenza di tre compiti: predicare Gesù, vivendo il risveglio con passione; irradiare l'incontro con opere gratuite di accoglienza e di generosità; pregare, partecipando intensamente agli incontri liturgici. Una delle più belle preghiere, il Padre Nostro, ci invita ad entrare nella Trinità, portando il cuore del mondo alla presenza di Dio e il cuore di Dio alla presenza del mondo. Chi prega lacera il velo del Tempio ed aiuta il cielo ad entrare nella terra per illuminarla».
Poi, prima delle lettura del Decreto finale alle comunità presenti (14 attualmente), mons. Forte ha ringraziato tutti per i doni ricevuti, per l'arricchimento prezioso emerso dagli incontri e per le tante testimonianze di fede e amore. Ha ribadito quanto detto precedentemente ai sacerdoti, nell'incontro prima della Messa. Notevoli gli impegni da realizzare nel rilanciare la nuova evangelizzazione. In modo particolare sensibilizzare e formare tutti i cristiani alla Missione Popolare.
Prima della benedizione ha preso la parola don Gennaro: «In questo periodo di grazia con Lei, abbiamo trovato la forza per riprendere e continuare il cammino, rimettere in gioco la propria persona per essere testimoni autentici di Cristo ovunque».
Padre Bruno come successore degli Apostoli, ha speso e continua a spendere tutte le sue energie perché questa Chiesa si rinnovi all'insegna dell'evangelizzazione. Queste visite sono state il riflesso di un amore divino che si fa storia, un intervento sul disegno di salvezza. Camminando con noi, ci ha fatti sentire vicino a Gesù. L'elaborazione del progetto pastorale non deve essere solo appannaggio del clero ma compito di tutta la comunità ecclesiale, perché si realizzi una vera esperienza di comunione. Il 28 gennaio 2011 nella chiesa di San Rocco in Miglianico, mons. Forte ha celebrato l'apertura della Visita Pastorale, da quel momento in ogni realtà parrocchiale attraversata in questi mesi, ha lasciato dei segni cristiani molto forti ma la sua presenza è stata soprattutto una guida fondamentale nel purificare la nostra fede, in modo che da semplice “fede religiosa” maturi in piena “fede teologale”. Il frutto di questo cambiamento non si deve fermare alla celebrazione conclusiva di giovedì 16 giugno ma continuare a manifestarsi nell'assunzione graduale di un nuovo stile di vita, di relazioni e di testimonianza. Ognuno deve essere lievito e sale gustoso in questo tempo e in questa società in cui la Provvidenza divina ci ha collocato.
Morena Del Coco
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La Visita Pastorale dell'arcivescovo Bruno Forte (13) |
La visita alla parrocchia di Villamagna
L'antico borgo medioevale di Villamagna, ha accolto da venerdì 3 a domenica 5 giugno l'Arcivescovo Forte in occasione della Visita Pastorale.
Tra i centri storici più interessanti della vallata del Foro, Villamagna, da tranquilla “villa” romana, luogo di mercati e incontri, dopo la caduta dell'Impero Romano, ha sentito il bisogno di fortificarsi con palizzate e rudimentali mura, per proteggersi dal nemico che veniva dal mare, data la pericolosa esposizione geografica del paese. Con i benedettini nel IX secolo ha sviluppato il culto antisaraceno con l'esempio cristiano di San Severino e poi antiturco con Santa Margherita. Nel XI secolo l'impianto fu fortificato con il “castellum”e si trasformò in roccaforte inespugnabile. Ancora oggi passeggiando in questo luogo antico, si respira, a distanza di secoli, quell'atmosfera religiosa medioevale.
Padre Bruno immerso in tanta bellezza, ha attraversato le “antiche rue” prima di raggiungere il polo spirituale del paese in compagnia dell'instancabile parroco don Ernesto Frani, che da 41 anni guida con profondo amore questa comunità. Un accoglienza numerosa, filiale e affettuosa da parte dei parrocchiani per padre Bruno. In questi tre giorni tante le realtà visitate: Scuole, Istituto religioso De Piis, Municipio, Aziende e Imprenditori, Centro sportivo “Maurizio Cataldo e Samuele di Tonto”, Centro sociale “S. Margherita”, Pro-loco, Cantina sociale, anziani (ha salutato anche i centenari Bianchini Maria e Porreca Benedetto), famiglie e ammalati.
Nella celebrazione eucaristica di apertura, animata teneramente dai bambini del catechismo, ha consegnato i libri del Sinodo Diocesano e l'Evangeliario artistico. La serata di venerdì si è conclusa con l'incontro dei neo-catecumeni e con i collaboratori parrocchiali
. Nella giornata di sabato ha incontrato i genitori, bambini e catechisti nell'Auditorium San Francesco (ex chiesa), splendido esempio di architettura religiosa da poco restaurata e reso luogo di cultura fruibile a tutti.
La messa prefestiva ha richiamato molti fedeli in chiesa, tra essi anche i diciottenni che insieme al Vescovo, al Sindaco, alla Giunta e al Prefetto della Provincia di Chieti, hanno festeggiato la maggiore età raggiunta nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
Questo evento di grazia si è concluso domenica mattina con la santa messa nella chiesa di Santa Maria Maggiore, dopo la visita alla casa nativa del Servo di Dio - Nicola D'Onofrio - nella ricorrenza del 47° anniversario della morte avvenuta il 12 giugno 1964. Una breve sosta anche nella chiesa rurale dedicata alla Madonna del Carmine, adibita nel dopoguerra ad aula scolastica e frequentata dal Servo di Dio nei suoi anni giovanili.
La chiesa settecentesca di Santa Maria Maggiore ha subito nei secoli scorsi l'influenza barocca napoletana. L'altare maggiore, sgargiante nel suo apparato strutturale-cromatico, presenta dei meravigliosi marmi policromi, circondata da decorazioni floreali filiformi, pannelli e medaglioni ad altorilievo in cui sono rappresentati scene tratte dalla Bibbia e dalla vita dei santi. Diverse maestranze partenopee hanno raggiunto questo paese, le tele che decorano altari e pareti laterali sono ben conservati e risalgono al XVIII secolo. Tra questi non possiamo non ricordare Santa Margherita contro Turchi e la tela della Madonna del Rosario realizzate da Antonio Sarnelli, la tela di San Michele Arcangelo, Gesù e la Madonna opera di Donato Teodoro ed infine la Madonna del Suffragio, San Pantaleone e San Giulio del pittore Ludovico De Majo. Ammirabile all'interno anche una ricca collezione statuaria del XVII-XVIII secolo.
Nel giorno della solennità dell'Ascensione, che coincide con il momento culminante di fine visita, padre Bruno dopo la lettura del Vangelo di Matteo, rivolgendosi all'assemblea, in modo particolare ai cresimandi, si è soffermato sul mandato missionario che Gesù dona alla Chiesa prima di salire al cielo, perché faccia nuovi discepoli tra i popoli, battezzi e annunci il Vangelo, fonte di salvezza. Ascendendo al cielo, il Signore ha iniziato con i discepoli un tipo di rapporto nuovo, in cui la sua presenza sarà da ricercarsi in ogni “dove” per adorarlo e annunciarlo attraverso le parole ed esempi di vita “autentica”.
Padre Bruno ha sottolineato: «Ogni cristiano deve sentirsi portatore d'amore sempre. I discepoli di Emmaus ci insegnano di non celebrare con mestizia un “addio” ma di raccontare le meraviglie sperimentate nella gioia di un incontro rinnovato, e ripartire nuovamente perché il Signore è il Dio-con-noi».
Una giornata piena di emozioni. Tra cielo e terra, il presente diventa tempo di responsabilità, per vivere con coraggio la nostra testimonianza di fede e amore. Come ha suggerito don Ernesto, prendere esempio da Urbano e Maria, una coppia “giovane da molto tempo” che in questo giorno ha rinnovato le promesse matrimoniali dopo settanta anni di vita coniugale insieme.
Letto il Decreto della Visita, importante documento che viene conservato nell'Archivio parrocchiale, prima della benedizione, il presule ha ricevuto in dono dalla comunità una riproduzione artistica in ceramica che ritrae la Deposizione, opera di un pittore anonimo settecentesco, conservata nella Chiesa di Santa Maria Maggiore.
Morena Del Coco
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La Visita Pastorale dell'arcivescovo Bruno Forte (12) |
La visita alla parrocchia di Vacri
Bacri di Teate, l'attuale Vacri è un gioiello di architettura medievale incastonato, si erge a spartiacque tra il fiume Foro e il torrente Dendalo, in un'area antichissima. Le prime notizie storiche documentano un importante santuario italico in località Porcareccia. Il paese è stato un significativo gastaldato di Teate. Conserva ad oggi una suggestiva rievocazione storica del periodo medioevale, denominata “Vacrum sine portis”.
Brevemente riportiamo la “Benedizione delle macchine agricole” di domenica 22 maggio in Contrada San Vincenzo. L'Arcivescovo nelle prime ore del mattino ha raggiunto questa colorata spianata di trattori, accompagnato dal parroco don Claudio Cieri, il sindaco Antonio D'Aristotile, i membri del consiglio comunale e numerosi abitanti. Una folla di agricoltori, circa centocinquanta, testimoni di un bel paese che vive di tradizione e tecnologia, che oltre ai luoghi d'interesse artistico, offre ottime produzioni di vino, olio, frutta e ortaggi.
Simpaticamente Padre Bruno ha raccolto l'invito di salire su un trattore molto elegante un “Lamborghini”, guidato da un agricoltore del posto, per raggiungere la parte centrale del piazzale. Prima della benedizione ha raccomandato agli agricoltori di essere custodi del creato e promotori della giustizia, laboriosi e responsabili sempre, non ingannatori ma miti collaboratori che non si lasciano prendere dalla bramosia del primeggiare. Poi ha aggiunto: «Il vostro lavoro è meraviglioso, Dio è stato il primo agricoltore-giardiniere durante la Creazione... In questo mercato sempre più globale non perdete il vostro patrimonio di valori, salvaguardate tutti gli elementi della natura e trasformate con intelligenza la terra in giardino, come hanno fatto gli israeliani, che con l'irrigazione a gocce sono riusciti a fecondare la terra d'Israele». Poi don Claudio ha letto la 1° Lettera ai Tessalonicesi di San Paolo, testo antichissimo che invita i cristiani a vivere nell'amicizia e a pregare per l'armonia del creato.
Lodando il Signore la piccola comunità si è diretta verso il centro del paese per partecipare alla celebrazione eucaristica conclusiva nella chiesa di San Biagio.
L'Arcivescovo ha ringraziato per gli splendidi segni dell'accoglienza ricevuta, in modo particolare il parroco don Claudio che serve questa parrocchia da 12 anni, don Alfonso e tutti i collaboratori parrocchiali. Poi alla comunità ha lasciato in dono L'Evangeliario artistico.
In questa quinta domenica di Pasqua, Padre Bruno durante l'omelia,si è voluto soffermare sui tre messaggi speciali emersi dal Vangelo di Giovanni. Il primo messaggio riguarda la fede in Dio, la vera pace che riempe tutti i cuori. Ha ripreso le parole di San Agostino: «Hai fatto il nostro cuore per te ed è inquieto finché non riposa in te». Soltanto una fede umile e profonda trova la sorgente di pace. Poi si è soffermato sulla speranza che deve contagiare ogni uomo e rinnovarsi costantemente in Dio. Per concludere con la parola amore, legante speciale che è Via, Verità e Vita. Proseguendo ha aggiunto: «Si può vivere senza sapere perché ma non si può vivere senza sapere per chi». Questa massima ci attesta che dove non c'è amore c'è tristezza infinita. L'amore in Lui è tutto.
La chiesa ha accolto i suoi fedeli con tutto il suo splendore artistico in questa calda domenica di maggio. A seguito del sisma aquilano, è stato necessario intervenire con il restauro per salvaguardare questo prezioso luogo sacro. Lo studio delle stratificazioni storiche attesta che la chiesa è settecentesca e presenta varie sovrapposizioni cromatiche. Inoltre sono emersi che l'accesso alla chiesa anticamente era differente da quello attuale, dove oggi vi è la pala d'altare dedicata a San Biagio, un tempo vi era l'ingresso principale. Lavori inappropriati nei vari secoli con il sisma hanno sconnesso e alterato l'equilibrio dell'intero impianto architettonico. Oltre alla cupola con volta a catino su pianta quadrata, che mostra comportamenti strutturali particolari.
Il presule dopo aver letto il Decreto della Visita, sentita la commissione tecnica che ha guidato i lavori di restauro, ha spiegato il valore simbolico della cupola. Rivolgendosi all'assemblea con gioia ha aggiunto: «Il quadrato rappresenta i 4 punti cardinali, il cerchio l'eternità. Il cerchio sul quadrato forma l'ottagono, segno della Risurrezione». Una conclusione magistrale per benedire i presenti sotto l'unione simbolica di cielo e terra.
Poi ha preso la parola don Claudio: «Lo Spirito Santo è l'artefice di ogni cosa sulla terra» ed ha continuato don Alfonso:«Dobbiamo essere cellule vive nella nostra Diocesi e con l'aiuto del vento, lo Spirito Santo, contagiare tutti con la gioia, l'amore e la speranza».
Morena Del Coco
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